Racconti di gloria

La conversazione che segue l’ho “rubata” ad un gruppo di signore in una sala da tè. Le signore sono individuate da una lettera, per privacy, che potrebbe identificare l’iniziale del nome, oppure l’ordine di seduta intorno al tavolo, rispetto a me.

C: “L’avete saputo? Ho uno scoop succulento”.
D: “Cosa aspetti a raccontare?”.
C: “L’uccello di Antonio non vola più. Taglio delle ali!”.
Tutte a ridere.
A: “E chi l’avrebbe mai detto!”.
D: “E che occhio di serpente che aveva!”.
B: “Da quella fessura come ti fissava!”.
C: “Che ricordi!”.
D: “E quanto veleno sputava!”.
Tutte a ridere.
E: “Un litro! Tutte proteine!”.
A: “E certo, che pelle liscia che ho ancora!”.
Tutte a ridere.
C: “E vabbè, che riposi in pace”.
E: “Ah, anche il polpettone di Giuseppe è andato!”.
D: “Anche il suo? È da un po’ che non lo vedevo”.
B: “Quando facevo i polpettoni mi ispiravo al suo. Carne di manzo!”.
Tutte a ridere.
A: “E come piacevano a mio marito! Spero solo i tuoi!”.
Tutte a ridere.
E: “A me entrambi. Per non parlare del sugo!”.
Tutte a ridere.
B rivolta alla cameriera vicino a loro: “E tu che ci racconti, signorina?”, la cameriera arrossisce e la guarda sconvolta.
D: “Non arrossire, mia cara, per arrivare vergine al matrimonio è tutta questione di back office, per usare un francesismo”.
Tutte a ridere, tranne la cameriera che si allontana velocemente.
E: “Vogliamo parlare del biscottone di Ugo? Come sapeva inzupparlo! Ora è diventato Plasmon”.
Tutte a ridere.
C: “Ieri ho fatto uno scherzo a Marco. L’ho fatto venire a casa e gli ho fatto portare il suo calippo”.
A: “Racconta, racconta”.
C: “Mentre lo gustavo, bello freddo, sapeva di banana”, tutte a ridere, “mi sono allontanata lasciando la dentiera attaccata”.
Tutte a ridere.
C: “Ha visto i denti attaccati al calippo e in due secondi si è sciolto fino alla base e ho recuperato la dentiera”.
Tutte a ridere.
B: “E poi?”.
C: “E poi niente. Non è venuto. Se ne è andato. E non tornerà”.
Tutte a ridere.
A: “Bene ragazze, è ora di andare. Non ci sono più i falchi di una volta!”.
E: “Oggi solo tordi”.

© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata

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