In auto, viaggio silenzioso. Al silenzio subentra, di tanto in tanto, il suo lamento sullo stato delle strade: buche e asfalto scadente.
Ennesimo suo lamento ed ennesimo mio silenzio. Evito di parlare. Penso di nuovo: “Stai qui da 10 anni, in Olanda e Germania le strade erano diverse. Che dobbiamo fare?”.
In effetti questa è la situazione. Basta con queste lamentele.
Andiamo da uno specialista per mettere le cose in chiaro sperando di evitare il punto di rottura. Dopo 10 anni lamentarsi ancora delle strade mi sembra eccessivo.
Dallo specialista, spiego prima io il problema, dal mio punto di vista, ovviamente, e alla fine dico: “Possiamo prevenire il punto di rottura? È colpa mia?”. Mi guarda perplesso, come se facessi una domanda impossibile. Mi fa accomodare in sala d’attesa e richiude la porta.
Dopo 30 minuti di attesa e di silenzio, mi fa entrare.
Entro. La vedo strana. Lui sudato.
Si avvicina a me e dice: “Il punto di rottura è avvenuto. Tempo fa. Non se n’è accorto?”. E poi, guardandoci, aggiunge: “Ha completamente ragione!”.
Rimane in silenzio. Anche io. Non pensavo davvero a questo finale. Poi lui riprende a parlare e dice: “Le sospensioni sono rotte. Avrebbe dovuto guidare con più cautela la sua auto”.
© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata
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