Nella città di *** si svolgeva la fiera di oggetti d’arredamento per la casa e per il giardino, così come pubblicizzato sui cartelloni sparsi in città.
All’ingresso campeggiava un cartello:
“Oggetti unici, oggetti rari… in altre parole oggetti comuni.”
“Pagamento in contanti, rateali, con cambiali, assegni postdatati e soprattutto in nero, subito.”
“Tutti gli oggetti sono collaudati, brevettati e omologati come da legge.”
All’interno, la banda suonava una marcia americana.
I bambini correvano attorno ai venditori di zucchero filato, i genitori stringevano in una mano i palloncini e nell’altra l’oggetto acquistato o un bigliettino, forse una ricevuta.
C’era un solo padiglione, immenso, con al centro un unico venditore.
Elencava le proprietà e l’utilità degli oggetti, e la folla lo ascoltava estasiata, annuendo e toccando con mano le merci.
Terminata la descrizione di un prodotto, ricominciava da capo.
Un flusso continuo di persone entrava e usciva, tutte soddisfatte del proprio acquisto.
“… E quest’oggetto che vedete alle mie spalle è in legno d’olivo, simbolo di pace, realizzato dalle abili mani degli artigiani locali.
Su una croce come questa è morto Nostro Signore Gesù Cristo.
Questa è la croce originale!
Potete sistemarla nel vostro giardino, sarà una splendida attrattiva.
Se non avete un giardino, vi offriamo croci più piccole, sempre originali. Affrettatevi, la serie è limitata! Diffidate dalle imitazioni!”
Seguì un applauso.
“E ora, signori, ammirate queste pietre: forma perfetta, dure e resistenti. Le stesse pietre usate dai musulmani per lapidare le peccatrici!
Comode da tenere in mano. E questa più grande, signori, è quella con cui Caino colpì Abele: un pezzo unico, pregiato! Prezzi modici, affrettatevi!”
La folla mormorava.
“E ora osservate queste funi, intrecciate a mano con dedizione.
Sono le corde usate per impiccare i criminali: made in China!
In questo cappio, signori, infilò la testa Saddam Hussein!
Che resistenza, che ombra disegna al tramonto!
Scegliete la corda originale che fa per voi!”
Risate, applausi, flash di macchine fotografiche.
“E qui, signori, una fascina di legna: non quella usata per Giordano Bruno — non ce n’è più stato bisogno.
Tutto legno di prima qualità, fiamma viva, niente fumo.
In omaggio, per chi acquista anche quella preparata per Giovanna d’Arco, includiamo le fascine destinate a Galileo Galilei!”
Il venditore si asciugò il sudore e proseguì:
“E ora, signori, ammirate queste camere!
Made in Germany, costruite con la precisione dei nazisti.
Le camere a gas per gli ebrei: efficienti, essenziali, collaudate per oltre due milioni di persone!
Perfette come docce da giardino, così non portate sabbia in casa!”
Alcune donne risero.
“Preferite un tocco americano?
Ecco le camere made in USA, usate per giustiziare i detenuti.
Questa è quella in cui morì Jimmy Lee Gray, Mississippi, 2 settembre 1983!
Originale, garantita!”“E per chi ama il comfort, signori, la sedia elettrica!
Questa è quella che uccise Theodore Robert Bundy nel 1989: oltre duemila volt di pura efficienza americana.
Da mettere davanti alla televisione, e che sogni elettrizzanti!”“E per il vostro giardino, ecco l’angolo cottura: due muri, uno per fucilare i ribelli, l’altro per i tiranni.
Prezzi favolosi! Macchiati di sangue, ma perfetti come frangivento. Non ridipingete, signora, perderebbero tutto il valore!”“Ed ecco, signori, la ghigliottina: usata per re Luigi, per Robespierre e per tanti altri.
Lama affilata, binari lubrificati, stile chic francese.
In omaggio, il cesto raccogliteste.
Ce ne sono per tutti!”“E infine, la siringa per iniezioni letali.
Questa fu usata per giustiziare Derek ‘Rocco’ Barnabei, 14 settembre 2000, Virginia.
Made in USA o made in China: scegliete pure, sono tutte autentiche.”
La folla applaudì. Il venditore sorrise.
“Oggetti rari, oggetti unici, oggetti… comuni!”
Poi il suo tono svanì.
Mi girai per andar via, quando sentii la voce di un vecchio:
“Quando un uomo uccide un altro uomo, uccide prima di tutto se stesso.
Uccidere con premeditazione significa essere indifferenti alla vita dell’altro.
La morte non è giustizia, è la sconfitta dell’uomo.
Nessuno può erigersi a giudice di un altro, ma solo di se stesso.”
Mi voltai.
Non vidi nessuno.
Lo stand era vuoto, non c’erano più il venditore, la gente, i bambini.
Non c’era più la fiera. Solo silenzio.
Davanti a me una lapide recitava:
“Qui giace colui che, dopo aver perso il lume della ragione,
spense quello della fede
e si ritrovò nel buio dell’ignoranza,
accecato dall’odio per la speranza.”
© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata
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