Dei resti umani sono stati ritrovati all’interno di un forno di campagna.
Dalle prime analisi visive effettuate dal medico chiamato sul posto dalle autorità, è emerso che appartengono a un bimbo di pochissimi mesi.
Il macabro ritrovamento è avvenuto casualmente, quando un contadino ha aperto il forno per riporvi alcune prede di caccia, come sua abitudine.
All’apertura è stato investito da un tiepido calore e da un odore di carne bruciata. Insospettito, poiché il forno era in disuso da tempo, ha illuminato con una lanterna l’interno e si è trovato davanti qualcosa di informe, che pian piano si è rivelato essere un mucchietto di ossa.
Era evidente la testolina e alcune altre ossa.
Per rispetto della sensibilità del lettore omettiamo ulteriori particolari.
Le indagini hanno coinvolto tutte le famiglie della zona. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto, nei giorni precedenti al ritrovamento, una figura femminile nei pressi del forno.
L’attenzione si è concentrata sulle donne che avevano partorito da meno di un anno: tutte hanno mostrato il proprio figlio, tranne una.
La donna, di nome Klara, viveva sola con gli altri bambini.
Il marito era assente per lavoro, poiché ispettore doganale.
Interrogata, la donna ha fatto il segno della croce e ha iniziato a pregare.
Il parroco del paese, chiamato dalle autorità, ha dichiarato che Klara era una cattolica praticante.
Sollecitata da lui, la donna ha detto soltanto:
“L’ho fatto morire di fame. Quando allattava mi tirava l’anima.”
Poi ha iniziato a ripetere, come una cantilena:
“Aveva gli occhi del demonio, era il demonio. Ho salvato l’umanità.”
Queste sono state le sue uniche e ultime parole.
Si indaga ora sulla morte di altri suoi figli.
Il fatto risale al 1890 ed è avvenuto in un villaggio dell’Austria, per l’esattezza a Braunau.
Anche allora, come oggi, c’erano donne che uccidevano i propri figli.
Sono drammi atroci che occorre impedire si ripetano: bisogna prevenire, sostenere le madri in difficoltà, non lasciarle sole, potenziare i servizi sociali e sensibilizzare l’opinione pubblica.
Uccidere i propri figli significa uccidere il proprio futuro, e senza futuro muore l’umanità.
Le cronache italiane riportano ancora oggi numerosi casi di infanticidio.
Nel 2008, secondo il Crime Clock, in Italia si sono registrati 180 omicidi in famiglia, un numero di gran lunga superiore a quello causato dalla criminalità organizzata.
Alla fine del rapporto dell’epoca era riportato anche il nome del bambino vittima dell’infanticidio.
Per completezza lo riporto anch’io:
Adolf Hitler.
© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata
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