La falena

Sono attratta dalla luce artificiale e mi sposto inseguendola.

È notte fonda in città. Il lampione sul quale stavo, si è spento. Vedo accendersi una luce. Mi dirigo in quella direzione.

La finestra è aperta, è estate, c’è una zanzariera e non posso entrare. Vedo un signore in mutande. Apre il frigo. Prende una bottiglia di birra, la porta alle labbra e beve. Posa la bottiglia sul tavolo. Sbadiglia. Spegne la luce e penso che torni a letto.

Più in là vedo una luce bluastra. La raggiungo velocemente. È un televisore acceso. Sul divano di fronte, un’anziana signora si è addormentata. La testa ripiegata in avanti. Domani il collo le farà male.

Una luce più intensa mi attira. È l’insegna di un forno. Mi dirigo. Si lavora silenziosamente. I primi pezzi di pane sono pronti per essere infornati. Fuori è caldo e dentro è peggio.

C’è una luce lampeggiante. Vado. Persone entrano ed escono velocemente. C’è movimento, delle grida. C’è una luce in una stanza. Una camera da letto. Una donna è stesa sul letto. Grida. Grida ancora più forte. Grida. Silenzio. Un pianto. È nato un bambino.

C’è una luce soffusa, mi attrae poco, ma vado. Nella luce soffusa, due corpi giovani si abbracciano.

Continuo il mio volo.

Mi fermo sotto il lampione di una casa. Arriva un uomo. Ha in mano una torcia. Sono attratta da quella luce. Si guarda intorno. Apre la porta in fretta. Vedo la sua luce correre da una stanza all’altra e io dietro a lei. L’uomo esce velocemente lasciando la porta aperta.

La luce di una finestra mi attira. Una scrivania è piena di libri. Spunta una testa china con i capelli lunghi. Alza lo sguardo. Mi osserva per un istante. Ritorna sui libri.

Una luce si accende, volo da lei. È la luce delle scale, una signora lentamente le scende. Esce dal portone. Entra in macchina. Va.

Un lampione illumina una persona. Vado alla luce. Cerca qualcosa in un cassonetto. La trova. La mangia. Riprende a cercare.

Sono attratta da un’altra luce. Ci sono persone che parlano. Alcune piangono. Arriva un uomo. Tutti si fanno da parte. Mi sposto per seguire la scena. Si dirige verso una stanza. Una persona è stesa sul letto. Gli si avvicina. Ora vedo bene: gli sta dando l’estrema unzione.

Mi guardo intorno. Il mio lampione si è acceso. Mi dirigo lì. E anche questa notte non è cambiato niente.

© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata

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