Eh sì, è proprio vero: il più grande amico dell’uomo è il cane.
Sempre fedele, sempre pronto a difenderlo, sempre agli ordini.
Dai, ammettilo: ti piace vedermi scodinzolare quando mi chiami, o quando stiamo per uscire, o ancora quando mi accarezzi. Anche quando sto accucciato vicino a te. Vuoi comandare e farti ubbidire. Sempre.
Anche quando mi rimproveri, chino il capo, ti guardo timidetto e ti resto vicino. Anche quando non ho fatto nulla e sei tu ad essere lunatica.
E poi mi tratti come fratello, figlio, amante. Ti piace farti leccare dalla mia lingua lunga, umida e liscia.
Io sopporto pazientemente tutte le tue attenzioni. E i tuoi eccessi di attenzioni.
Mi mostri alle tue amiche, parli dei miei pregi e soprattutto delle mie imperfezioni.
Sono un po’ sovrappeso, e mi hai messo a dieta. Quando mi hai preso ero magrolino e mi hai portato dal dottore per una cura ricostituente.
Le tue amiche mi sorridono, scodinzolo, fo’ gli occhi languidi, cerco di rubare una carezza… e tu pronta a tirarmi via. Non vuoi che mi avvicini a loro: nonostante tutto, sei gelosa.
Mi dici: seduto, in piedi, andiamo, e io sempre pronto a scattare.
Guardo le tue amiche, scodinzolo e trotto dietro a te.
Se c’è un cane grosso, mi tieni lontano e con una mano gli gratti la testa in segno di amicizia. A lui.
Se c’è uno più piccolo, mi tieni lontano, lo prendi in braccio e lo stringi al tuo seno. A lui.
Ma io sono sempre fedele.
E poi mi chiami con tutti quei nomignoli, e io ti corro sempre incontro.
Solo che io non sono un cane.
Prenditene uno, se vuoi trattarlo in questo modo.
E la mattina smetti di fare colazione con latte acido e caffè di cicoria!
Per non parlare dello yogurt magro, pieno di fermenti lattici vivi delle dieci, delle tredici, del pomeriggio… e della zucchina lessa della sera.
© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata
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