Professoressa: “Buongiorno ragazzi e ragazze, come promesso, in preparazione dell’esame di maturità, oggi c’è con noi una giornalista, una famosa giornalista, che vi terrà una lezione di giornalismo.”
Giornalista: “Buongiorno a tutti voi. Non sono famosa, ma sono giornalista. E oggi sì, come giornalista la lezione sarà su… Giuda Iscariota!”
Alunno A: “Giuda!!?? E che c’entra con il giornalismo?”
Giornalista: “Tu che mi hai chiesto cosa c’entra Giuda col giornalismo, dimmi cosa sai di Giuda.”
Risate nell’aula.
Alunno A: “Baciò Gesù per 30 monete d’oro.”
Alunna B: “Erano d’argento.”
Alunno C: “Non erano monete, erano denari.”
Risate nell’aula.
Alunna D: “Non baciò Gesù, ma lo tradì.”
Alunno E: “Lo tradì per baciarlo.”
Giornalista: “Ragazzi, va bene, va bene. Ho capito, avete le idee un po’ confuse. Ora prendo i vangeli e leggiamo insieme.”
Alunno F: “Ma che c’entrano Giuda e i vangeli col giornalismo?”
Professoressa: “Ragazzi, abbiate pazienza e seguite la dottoressa nel suo discorso. Prego, dottoressa.”
Giornalista: “Grazie, professoressa. Allora ragazzi, inizio a leggere il vangelo secondo Giovanni.
Giovanni 12,1-8
- «Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betania, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti.
- E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali.
- Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma del profumo.
- Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse:
- “Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?”.
- Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro».
- «Gesù allora disse: “Lasciala fare, affinché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura.
- I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me”.»
Cosa ci dice il vangelo secondo Giovanni?
Prima di tutto che Giuda era un discepolo di Gesù. Poi che era un ladro, che teneva la cassa con i soldi e che prendeva quello che mettevano dentro.”
Alunno X: “E Marta?”
Risate nell’aula.
Giornalista: “Ragazzi, stiamo parlando di Giuda. Marta è un’altra storia. Vi voglio parlare oggi di Giuda perché è un esempio ideale da prendere, ma per favore, fatemi proseguire. Allora: non abbiamo letto gli altri vangeli, ma vi anticipo io che solo Giovanni dice che era un ladro; gli altri evangelisti non ne parlano, e purtroppo non ci sono riscontri storici per poter verificare se fosse effettivamente un ladro. Ora continuiamo la lettura dei vangeli. Iniziamo con Matteo.
Matteo 26,14-16
«Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti
15 e disse: “Che cosa volete darmi perché io ve lo consegni?”.
Quelli gli fissarono trenta monete d’argento.
16 Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.»
Ora passiamo a Marco.
Marco 14,10-11
«Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, andò dai capi dei sacerdoti per consegnarlo…
Essi, udito ciò, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro.
Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.»
Leggiamo ora Luca.
Luca 22,3-6
3 «Allora Satana entrò in Giuda, chiamato Iscariota, che era nel numero dei Dodici.
4 Egli andò a discutere con i capi dei sacerdoti e le guardie sul modo di consegnarlo.
5 Essi si rallegrarono e convennero di dargli del denaro.
6 Egli accettò e cercava l’occasione propizia per consegnarlo a loro, lontano dalla folla.»
E infine il vangelo secondo Giovanni.
Giovanni 13,2
«…il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di consegnarlo.»
Giovanni 13,21-27
«…“uno di voi mi tradirà”…»
«Gesù rispose: “È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò”.
E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda…»
27 «Allora Satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: “Quello che devi fare, fallo presto”.»
Allora, tutti i vangeli ci dicono che Giuda era uno dei Dodici Apostoli. Ci dicono il “cognome” di Giuda. Solo Giovanni ci dice che gestiva la cassa ed era un ladro. Poi ogni evangelista racconta l’incontro di Giuda con i sacerdoti in modo diverso.
Dovete sapere che i vangeli sono stati scritti decenni dopo la morte di Gesù: nessuno degli evangelisti era nato quando Gesù fu crocifisso, e tutti loro hanno riportato i fatti trasmessi oralmente.”
Alunna X: “E quindi, se sono stati scritti da persone che non hanno conosciuto Gesù, come fanno a sapere i fatti?”
Con un sorriso, la giornalista: “Dovete pensare agli evangelisti come fossero dei giornalisti. Cosa fanno i giornalisti? Quando succede un fatto importante chiedono informazioni all’interessato, se è possibile, altrimenti alle persone che lo conoscono o che lo hanno conosciuto. Cercano di verificare le notizie ricevute e poi scrivono mettendo anche del loro.”
Professoressa: “Ecco spiegato, ragazzi, cosa c’entra Giuda con il giornalismo. Continuiamo a seguire la dottoressa.”
Giornalista: “Grazie. Ritornando ai vangeli: un fatto sicurissimo era che Giuda Iscariota era un discepolo. E l’altro fatto è che a Giuda fu consegnato del denaro come ricompensa.
Quello che non dicono i vangeli, e non si può conoscere, è se siano stati i sacerdoti a individuare in Giuda la persona da avvicinare per arrestare Gesù, oppure se sia stata iniziativa di Giuda andare dai sacerdoti e proporre loro l’arresto.
Quando si fa giornalismo è necessario, obbligatorio, verificare le notizie e riportarle in modo veritiero. Per esempio: Giovanni è il solo che ci dice che era un ladro. Possiamo prendere questa notizia come attendibile? No. E ancora: possiamo dire che Giuda prese trenta monete d’argento? No. Solo Matteo dice che i sacerdoti diedero trenta monete d’argento. Marco parla genericamente di denaro. Giovanni non ne parla. Luca e Marco riferiscono un compenso, ma senza indicare la somma. Quindi si può affermare che Giuda prese dei soldi, ma non possiamo stabilirne l’entità.
Ad esempio: se voleste approfondire la questione dei trenta denari, vi dovreste chiedere qual era la paga giornaliera dell’epoca. E ancora: se Giuda gestiva la cassa, poteva — in buona fede — credere che con la sua azione avrebbe rimpinguato le casse?”
Alunno X: “E quindi?”
Giornalista: “Quindi, ragazzi: quando leggete le notizie, le dovete comprendere, analizzarle e confrontarle con quelle riportate da altri. Ognuno di noi giornalisti riporta del suo. Ma voi dovete imparare a discernere le notizie, come fatti, dai commenti ai fatti. E dovete leggere su più fonti la stessa notizia per poter fare un confronto.
Solo così potrete essere liberi: porvi domande e confrontare le informazioni ricevute. Se è vero che c’è la libertà di informazione, è vero anche che c’è il dovere di fare informazione veritiera.”
Alunna X: “E chi stabilisce che una informazione è vera?”
Giornalista: “Soltanto leggendo da più fonti, diverse tra loro, e analizzando i fatti riportati potrete stabilire l’attendibilità della notizia. Se non imparate a fare questo, sarete sempre manipolati. Ed essere manipolati non va bene per la democrazia.”
Alunna X: “E chi ci dice che lei oggi non ci sta manipolando?”
Professoressa: “Ma insomma, che domanda fai?”
E la giornalista, soddisfatta: “Brava ragazza, hai compreso esattamente quello che ho detto. Dovete verificare quello che ho detto e farvi una vostra idea. Per esempio chiedendo alla professoressa di invitare un altro giornalista, anche non famoso, e chiedergli — quando sarà qui — di parlarvi di Giuda. E poi fare la stessa cosa invitando un prete. E dopo un prete, un rabbino. Più fonti avete, meglio potrete farvi una vostra idea e trasmetterla agli altri.”
Professoressa: “Ragazzi, voglio concludere questo incontro, ringraziando la dottoressa per la disponibilità e la pazienza, con le parole che la mia insegnante di italiano ci ripeteva sempre, citando Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.”
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