Nel passato.

La mia è una storia assurda. Paradossale direi. Ho aiutato la giustizia a scoprire il colpevole di un omicidio e sono stato condannato anche io per concorso in omicidio.

Nessuno mi ha voluto credere. Nessun avvocato ha accettato la mia difesa. L’avvocato d’ufficio si è limitato a dire, durante la requisitoria, «Mi rimetto alla decisione della Corte».

Hanno ragione, dopotutto, a non credermi.

Ora racconto i fatti.

Qualche anno fa un uomo che abitava vicino casa mia è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa. Nessun testimone.

Bossolo, pistola e assassino non sono stati trovati fino a quando non sono stato io a svelarlo agli investigatori.

E io, che non avevo alcun alibi e sapevo ciò che solo l’assassino poteva sapere, sono stato condannato in concorso in omicidio.

Io sono una specie di scienziato pazzo. Più scienziato che pazzo.

Ho creato la macchina del tempo e l’ho inaugurata tornando al momento dell’omicidio.

Ho visto chi è stato, ho visto dove ha nascosto bossolo e pistola.

Sono quindi andato a riferirlo agli investigatori. Hanno trovato il bossolo, la pistola e l’assassino.

E io, che non avevo alcun alibi, sto in carcere. Nel passato.

© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata

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