Due osservatori sono intenti a vedere una persona che cammina lentamente. Molto lentamente. È quasi ferma.
A rivolto a B: «È da questa mattina che la osservo camminare. Prima velocemente e poi sempre in modo più lento.»
«Da questa mattina?» chiede B per essere sicuro di aver compreso bene.
«Sì sì, da questa mattina. Sta mettendo in pratica il paradosso dell’arrivo» risponde A e prosegue: «Gli esseri umani, tra tutti gli esseri viventi, sono quelli che hanno il cervello più grande. Possono quindi fare molte più attività intellettuali rispetto a tutti gli altri. E quello che sta facendo quella persona è appunto verificare il paradosso.»
B incuriosito: «E che paradosso sarebbe?»
A, guardando sempre la persona che cammina lentamente, inizia: «Il paradosso dell’arrivo: devo percorrere una distanza X alla velocità Y. Ogni volta che ho percorso metà della distanza rimanente, la mia velocità diventa metà di quella precedente. Arriverò mai a destinazione?»
«E cosa è questa cosa?» chiede B.
A distoglie lo sguardo dalla persona e guardando B dice: «Lo scoprirai da solo, non manca molto. Facciamo in tempo a mangiare.»
«Ottima idea» risponde B e aggiunge: «Ci sono i croccantini nuovi, qualche strusciata tra le gambe e il pasto è pronto. Sono facili da ammaestrare questi umani.»
«Grazie al loro grande cervello» aggiunge A.
B: «È arrivato?»
A: «È quasi arrivato. Ma non ancora.»
© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata
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