Mi sento osservato.
Il suo sguardo su me è posato.
Non sapendo cosa fare,
ho preso a sbuffare,
come colui che sta aspettando
qualcuno che sta ritardando.
Il suo volto ho poi sbirciato,
ma subito vi ho rinunciato:
mi incuteva terrore,
quello sguardo inquisitore.
Ho cominciato a pensare
cosa avesse da guardare.
Mi osservava fissamente
e alla fine, finalmente,
il suo volto si è disteso…
no, il mio volto si è disteso!
Con una smorfia l’ho congedato,
né più mi ha guardato.
Lo sapete quello chi era?
Il mio volto riflesso era!
© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata
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