Ogni volta che vedo un bambino correre a braccia alzate dalla madre, mi ritorna in mente un fatto accaduto ai tempi della scuola elementare, precisamente la quarta elementare, nell’anno scolastico 1982-83. Episodio avvenuto nel 1983.
Facevo il tempo pieno. Nel pomeriggio, dopo aver pranzato a casa, si ritornava a scuola credo alle 14:15, e si usciva alle 17:30.
Un pomeriggio, eravamo in classe, la maestra, signora Chiara, era in piedi vicino alla lavagna e si aprì la porta dell’aula.
Sulla soglia della porta si affacciò una signora. Un compagno, Gianluca, la riconobbe: era la madre. Corse ad abbracciarla con le braccia alzate.
Dopo pochi secondi calò un silenzio nell’aula. Tutti fermi e muti. Anche la signora Chiara.
Gianluca iniziò a piangere.
La mamma di Gianluca, rivolta alla maestra, esordì: “Lo stavo cercando da tutte le parti. Gli avevo detto di non venire a scuola. Dobbiamo andare all’aeroporto a prendere il padre che torna dalla Libia”.
Uscì dall’aula prendendo Gianluca per mano e chiuse la porta.
© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata
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