Lettera a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
sono un po’ grande per scriverti e forse è troppo tardi. Ti scrivo perché ti ho visto dalla finestra, pensavo che non esistessi e invece mi sbagliavo. Sei la mia ultima speranza, non fuggire altrimenti il mio desiderio sarà ricoperto dall’oblio.
Non ricordo più se ho figli, nipoti o parenti.
Mi hanno portato in una residenza per anziani, così ora si chiamano, ma in realtà altro non sono che la sala d’attesa del cimitero. Ogni giorno che passa diminuisce l’attesa e ci si avvicina al grande portone di ferro. È vero il detto che recita: per una porta che si chiude, si apre un portone.
Sto qui perché soffro di demenza senile; ho momenti di lucidità, ma la maggior parte del tempo guardo il vuoto. Uno sguardo perso nel tempo che fu.
Ho un attimo di lucidità e mi aggrappo a lui perché non fugga e mi dia il tempo di scriverti e di chiederti un solo regalo: trascorrere il Natale assieme a mamma e papà.

© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata

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