Ha un non so che di irresistibile, la specie femminile.
Sa come ottenere ciò che vuole, dandoti in cambio… cosa poi?
E io puntualmente ci casco.
Sembra che conoscano alla perfezione la psicologia maschile,
e quando credi di capirle ti accorgi che non hai capito nulla.
Ma proprio nulla.
Per tutta l’estate sono stato ignorato completamente dall’amore mio:
insensibile a qualsiasi attenzione, provocazione, parolina.
Ho perfino migliorato la mia bici per percorrere insieme a lei nuove strade,
ammirare nuovi tramonti. Nulla.
Ha detto no, ed è stato no.
Il fatto è che più ti ignorano e più ti senti provocato.
Diventa una questione personale.
Ma non è che si voglia essere considerati per compassione — questo mai!
E l’orgoglio dove lo mettiamo?
Se ci dobbiamo arrendere, almeno con l’onore delle armi.
Mai una resa incondizionata.
E dire che mi ero comprato un telefonino per chiamarla quando non ci vedevamo.
La chiamavo e non rispondeva.
Eppure sarebbe bastato anche un cenno del capo, qualsiasi cosa,
al posto di quell’assordante silenzio che ti riempie il cuore di sangue in tempesta.
No, non ti dà neanche questa soddisfazione: ignorato nel modo più totale.
Come se fossi un fantasma.
Ma… mi renderà conto dei suoi peccati un giorno.
Una notte ho sentito bussare alla porta.
Mi sono affacciato — ed era lei.
E che è successo? Quando ormai ero quasi rassegnato… il miracolo?
Sono quei momenti nei quali comunque non ti vuoi trovare.
E se in casa ci fosse stata qualcun’altra?
Come sarebbe andata a finire? Meglio non pensarci.
Non si sarebbe potuta nascondere in nessuna stanza,
poiché la mia umile dimora estiva è costituita da un ingresso
e da un’alcova laterale che ospita il mio giaciglio.
Non sapevo cosa dire e cosa fare.
Ho aperto la porta e l’amore mio è entrata,
si è seduta sul letto e mi ha guardato con quei suoi occhioni verdi.
Ops… e che si fa ora?
Se parli, finisci per dire cose banali;
se taci, fai la figura del cretino impacciato di turno.
Tanto vale fare il superiore e dire con noncuranza:
«Aehi, ciao»,
che sarebbe un’esclamazione tra la sorpresa “ah”, la meraviglia “eh”, e la “i” come vocale aggiunta.
Fine del dialogo.
Dice che qualcuno ha inventato la lampadina?
Perché non si accende?
Per fortuna ha preso lei l’iniziativa.
La stanza era piena di tensione, ma non di corrente — per questo non si accendeva la lampadina.
Mi si è seduta sopra e ha iniziato a fare le fusa.
La micia mia.
© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata
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