A: “È sempre un disastro: strade sporche, piene di buche, traffico perenne, parcheggi mancanti”.
B: “Per non parlare di quando asfaltano la strada e, dopo nemmeno 10 giorni, la rompono per fare lavori”.
A: “E io pago, come diceva Totò”.
B: “Per migliorare la situazione bisogna cambiare”.
A: “E come?”.
B: “Votando”.
A: “Ma non sai se votando migliori poi la situazione”.
B: “Se non voti, non lo sai”.
A: “Sono anni che non voto. È inutile. Tanto non cambia nulla. Lo so invece”.
B: “Se non voti, lasci che gli altri decidano per te”.
A: “Si è sempre visto, i problemi restano e si accumulano. Per questo non mi faccio prendere più in giro andando a votare. E poi, chi dovrei votare!? Sono tutti uguali. No, non voto”.
B: “Ieri sono andato al ristorante e ho pagato senza mangiare”.
A: “E perché?”
B: “Stavo con un gruppo di conoscenti e ho fatto scegliere a loro anche per me”.
A: “Bravo! Ma chi dovrei votare? Il meno peggio?”.
B: “Chi esprime idee vicine alle tue. Certo non chi promette di risolvere tutti i problemi con la bacchetta magica”.
A: “Non so”.
B: “Comunque, fra poco non ci sarà più bisogno di votare”.
A: “Non voteremo più?”.
B: “Esatto, probabilmente ci saranno programmi di IA che faranno tutto loro e bene”.
A: “Ancora peggio. O forse no!?”.
B: “Continua a lamentarti allora, visto che vuoi far decidere agli altri. Comodo, vero?”.
A: “Ma io non mi sto lamentando. Sto elencando ciò che non funziona”.
B: “E tu, cosa faresti?”.
A: “Non dipende da me”.
B: “E da chi?”.
A: “Da loro”.
B: “Ok, non votare e lamentati. Pardon, elenca”.
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