La grattata

In un ristorante importante di Firenze, io e mio zio Baffone attendevamo il primo. Arrivarono due camerieri, in guanti bianchi, ciascuno con un vassoio. Su uno i due piatti di pasta; sull’altro, una grattugia d’argento e un tartufo bianco di San Miniato, come ci tenne a precisare il cameriere.
Dopo che il primo cameriere posò i piatti, il secondo, con gesto solenne prese il tartufo, fece una sola leggera grattata sulla pasta, e andò via. Mio zio lo seguì con lo sguardo. Poi mi guardò e con tono solenne disse: “se è per una grattata, me la so fare solo!”.

© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata

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