Tanto tempo fa, quando ancora si usavano gli animali per muoversi e per il lavoro, in un piccolo paesino agricolo viveva Antonio con il suo asinello.
Antonio ogni mattina si recava in campagna con l’asinello. Coltivava la terra per sé e per dar da mangiare all’asino. Farlo mangiare era costoso.
La sera era solito andare nella piazza del paese e parlare con gli altri contadini.
Una sera raggiunse il gruppo. Uno di loro fece un segno agli altri con la testa, e il più anziano, allora, rivolto ad Antonio disse: “Antonio, quanto ti costa far mangiare il tuo asino?”. Antonio sospirò e rispose: “Tanto”. Il più anziano riprese: “Lo sai che se abitui piano piano l’asino a non mangiare, alla fine non avrà più fame e lavorerà più spedito, senza essere appesantito?”. Antonio si grattò la testa pensieroso. Guardò gli altri del gruppo che annuivano e annuì anche lui soddisfatto.
La mattina dopo, parlando con l’asinello disse: “Amico mio, da oggi inizierai a mangiare un po’ di meno fino a quando ti abituerai e non avrai più fame”.
Iniziò quindi a ridurre ogni giorno il cibo all’asinello. L’andatura dell’asino diventava sempre più lenta e incerta.
Una mattina, non molto dopo, andò a prendere l’asinello per andare in campagna ed esclamò: “Asinello mio, ora che avevi imparato a non mangiare sei morto! Come farò io!”.
Asinello è una breve parabola su un’idea ricorrente: la convinzione che un bisogno reale possa essere eliminato per abitudine o consenso.
© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata
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