La maestra Lucia dopo la spiacevole esperienza con i bambini sul biologico, parlerà oggi del favo delle api. Ieri ha consultato internet e ha memorizzato le informazioni più importanti. I favi sono celle di cera per conservare il miele e per deporre le uova. Il fuco è l’ape maschio. Il nettare serve per fare il miele. Il polline per far mangiare le larve. Con l’occasione ha anche preparato una torta di miele, da leccarsi le dita.
Arrivata in classe, appoggia la torta sulla cattedra dicendo: “dopo la lezione mangeremo questa torta di miele”.
Subito i bambini gridano: “Sìììì, la torta, la torta”.
Dalla borsa, poi prende il favo, lo mostra ai bambini e dice: “Bambini questo è un fuco, sapete che cos’è?”.
E i bambini in coro: “Ma no maestra, quello è un favo!”.
Smarrita, la maestra Lucia guarda il favo che è in mano. “Iniziamo bene” pensa.
Poi dice: “Come fate a saperlo?”.
E Giovanni: “Ce l’ha detto l’altra maestra l’anno scorso”.
La maestra Lucia deglutisce e cerca di recuperare dicendo: “Bravi! Vi ho fatto uno scherzo!”.
E tutti i bambini ridono.
Riprende poi la parola e dice: “Sapete che cosa è un favo?”.
Prontamente interviene Antonio dicendo: “Il marito delle fave!”.
“Ma che dici!?” risponde Valentina “Lì le api mettono il miele!”.
M.L.: “Bravissima Valentina. Come fai a saperlo? Ve lo ha detto l’altra maestra l’anno scorso?”.
V.: “Mio padre al ristorante vende le fave con il miele, no?”.
La maestra Lucia incuriosita dalla risposta di Valentina chiede: “I favi o le fave ricoperte di miele?”.
V.: “Le fave di miele”.
Sorride la maestra Lucia, pensando tra sé e sé “Questi bambini, parlano parlano ma non sanno niente”. Poi chiede: “E sapete che cosa è il miele?”.
“Il cibo delle api” rispondono tutti i bambini in coro.
La maestra Lucia alza un sopracciglio e pensa con un ghigno sul viso “Ora vi sistemo io” e chiede “E sapete come si fa il miele?”.
“Siiii” rispondono tutti in coro.
La maestra Lucia rivolgendosi ad Antonio gli chiede: “Antonio, dimmi come si fa il miele?”.
“Con le api maestra”, risponde correttamente Antonio.
Sorride la maestra. Sta per parlare quando la precede Valentina che dice: “Ma noooo. Le api prendono il polline dai fiori e poi diventa miele”.
Grattandosi la testa pensierosa, la maestra Lucia non sa cosa dire. Questi bambini la confondono e poi pensa rivolgendosi ad un interlocutore immaginario “Quando eravamo noi bambini non eravamo così”. Ma così come? Ritorna dietro la cattedra, si siede, prende la sua borsa e l’appoggia sulle gambe. Senza farsi vedere dai bambini, prende il cellulare, va su internet e digita “come si fa il miele?”. Pronta arriva la risposta:
“Il miele viene prodotto dalle api trasformando il nettare dei fiori. Nell’alveare, il nettare viene passato di bocca in bocca tra api e depositato nei favi che saranno poi chiusi con la cera.”
Pensierosa si rivolge a Valentina e le dice: “Valentina, sei sicura che sia il polline e non il nettare?”.
V.: “Il nettare, come ho detto io, no”, risponde con tono deciso.
La maestra Lucia, guarda i bambini e dice: “Allora bambini ricapitoliamo: le api raccolgono il nettare dai fiori, lo trasportano nell’alveare, e qui se lo passano di bocca in bocca fino a quando diventa miele e poi lo depositano nei favi e chiudono il favo con la cera”.
A.: “Ma che schifo che si passano il cibo di bocca in bocca. Non la voglio più la torta di miele” dice piagnucolando.
“Nemmeno io”, “Bleah”, “Che schifo” si sentono gridare i bambini.
© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata
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