Oggi la maestra Lucia ha deciso di chiedere ad ogni bambino il lavoro dei genitori.
M.L.: “Buongiorno bambini, oggi faremo un gioco: sulla lavagna scriverò il lavoro dei vostri genitori e poi dovete ricordare chi fa cosa. Antonio, che lavoro fanno i tuoi genitori?”.
A.: “Mio padre vende macchine zero chilometri”.
M.L.: “Ah, bene, auto nuove”.
Si dirige alla lavagna per scrivere Venditore di auto, quando Antonio interviene e dice: “Ma no maestra Lucia, sono auto vecchie che papà dice che fanno zero chilometri”.
M.L.: “Ah!” esclama e rinuncia a scrivere alla lavagna. In cuor suo avrebbe scritto Truffatore, ma, non è il caso.
La maestra Lucia, rivolta sempre ad Antonio “E tua madre?”. “Aiuta papà” risponde Antonio.
Solleva un sopracciglio e poi si rivolge a Maria. “Maria, che lavoro fanno i tuoi genitori?”.
M.: “Mia madre comanda le maestre”.
“E che lavoro sarebbe” la interrompe la maestra Lucia? Pensando tra sé “Forse è il dirigente scolastico”.
M.: “Bussa alla porta e poi chiede alla maestra cosa comanda!”.
M.L.: “Ah, la bidella!”
E Maria scoppiando a piangere “Non è la bidella, le comanda”.
“Sí, sí, scusa Maria” si affretta a dire la maestra.
“E tu che lavoro fai?” chiede Antonio improvvisamente.
La maestra Lucia, presa contropiede, rimane un attimo in silenzio e poi risponde “Io faccio la maestra, no!?”.
“Ma no! Tu sei la supplente, l’ha detto la maestra l’anno scorso” dice Giovanni.
La maestra Lucia rimane senza parole. Vorrebbe strozzarli uno ad uno, questi bambini. Poi si lascia andare ad un pensiero e si immagina di scrivere una lettera al Pontefice: “Sua Santità, la invito a considerare di fare Santo subitissimo Erode!”.
© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata
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