Cala la pasta

“Cala la pasta” espressione tipica meridionale per indicare che chi sta cucinando può mettere la pasta nell’acqua che bolle perché si è quasi pronti per pranzare.

Domando a Jetty: “E in Olanda come si dice?” “Non si dice niente” risponde “all’ora della cena, si cena. Chi c’è c’è, chi non c’è, peggio per lui”.

“Quindi tua madre non diceva ‘lavatevi le mani che sto calando la pasta’?” le chiedo. Un no secco è la risposta.

Extraitaliani, penso.

In questo periodo, causa salute latitante, non sto andando al lavoro. Passo quasi tutta la mattinata a letto. Verso le 11:30 mi alzo e vado in cucina.

Prima, quando tornavo da lavoro, Jetty faceva trovare il pranzo pronto. Ora sono io a prepararlo. Ora si mangia pugliese DOGP 100%, senza contaminazioni olandesi. Senza offesa.

Gli ingredienti sono per la maggior parte del nostro orto: pomodori, prezzemolo, aglio, cipolla, rucola, peperoni, cocomeri, capperi.

In cucina inizio a preparare il sughetto. L’odore è buono. Il sapore lo sarà anche.

Accendo l’acqua per la pasta. Alle 12 pranziamo.

Apro poi la porta della cucina e grido per farmi sentire: “Posso?”.

Jetty di rimando: “Cala la pasta”.

© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata

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