Fa caldo. Tremendamente caldo. Caldo soffocante. Si sente ancora qualche cicala disperata. A fine luglio, il loro ciclo vitale è al termine.
Nell’aria si sente riecheggiare di tanto in tanto un grido cupo di incitamento:
re-sì-sti re-sì-sti re-sì-sti.
Si sentono le pigne aprirsi al sole cocente.
Qualche uccello cerca riparo tra i rami dei pini.
Gli ulivi, che avevano superato un altro anno di malattia, riprendono a seccare.
La terra è secca. L’aria è ferma. Il vento è assente.
Re-sì-sti re-sì-sti re-sì-sti.
Si sente di nuovo nell’aria.
Sembra una presa in giro.
È un suono cupo, tenebroso, che viene da lontano.
Una tortora vola, si posa sui fili della corrente e poi emette un grido:
re-sì-sti re-sì-sti re-sì-sti.
Poi spicca il volo e va.
© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata
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