L’alieno

Se sapessi cos’è l’amore
ti direi “ti amo”,
ma il muto mio cuore
non sente il richiamo

del tuo dolce canto
che nell’etere s’effonde.
Il vellutato guanto
timido nasconde

la candita tua mano
che raccolse il giglio
ai piedi del vulcano,
lì il rapace artiglio

l’aveva abbandonato.
Verso me vieni,
ma io son frenato:
i miei occhi alieni

non riescono a vedere
il tuo ridente viso.
È lento il tuo discendere
giù dal paradiso.

Il cuore mi hai toccato,
e quando l’hai sentito
vuoto e arroccato,
d’amore l’hai riempito.

Oh dolce fanciulla,
l’amore che hai versato
nel cuore, che è la culla,
è come un neonato

che piange, strilla e ride,
stretto al tuo seno,
sempre ti sorride.
Io sono un alieno,

e l’amore che hai versato,
il cuore sì ha riempito,
e spaventato,
da te son fuggito.

Col tempo e con la paglia
maturano le nespole,
e quando nel ciel si staglia
l’allodola e le peppole,

insieme canteremo
il canto dell’amore,
il canto supremo
del roseto in fiore.

© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata

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