Il senzatetto

È arrivata un’altra sera.
Una cena, ora si spera.
Ho seguito un cameriere,
accompagnato dal magazziniere.
Un sacco nero trascinavano;
nel cassonetto lo gettavano.
Dopo averlo recuperato
l’ho aperto e ci ho frugato.
Ho trovato una tagliata,
bistecca e insalata.
La panchina ho apparecchiato
e la cena ho consumato.
Sotto i ponti conduco la vita;
la speranza da me è fuggita.
Nessuno mi vede, nessuno mi sente;
per la gente son trasparente.
Una cosa sola a tutti voi chiedo:
di non lasciarmi solo e indietro.
Fermatevi e intorno a voi guardate:
la speranza a me ridate.

© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata

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