Qui si può vivere senza regole, e questa non è una regola.
Se vuoi applicare delle regole queste sono valide solo per te, e questa non è una regola.
Lasciate ogni regola voi che entrate, e nemmeno questa è una regola.
Questo è riportato su un cartello posto all’ingresso o forse uscita.
Cosa potrei aspettarmi in un luogo simile se volessi entrare?
Entro per osservare.
Vedo quattro persone sedute a un tavolino. Giocano a carte. Mi chiedo: “Se giocano insieme a carte, staranno rispettando le regole del gioco?”.
Ognuna ha un numero diverso di carte in mano. C’è chi mostra le carte, chi le tiene nascoste, chi ne mostra alcune.
Chiedo: “Che gioco è?”.
“Un gioco di carte” rispondono guardandomi. “E chi sta vincendo?”, “Tutti” mi rispondono in coro e riprendono a giocare.
Proseguo.
C’è una stanza con una porta aperta. Mi affaccio, non so cosa aspettarmi.
Vedo alcune persone in piedi a mangiare, altre sedute a bere. Non c’è un bancone. Mi guardo intorno cercando un responsabile. Uno mi dice: “Se hai fame mangia, se hai sete bevi, se hai fame e sete, mangia e bevi, se non hai fame né sete fai quello che vuoi”.
In realtà ho fame e sete, ma … esco.
Mi guardo intorno. Sull’altro lato della strada c’è un locale, almeno penso, con un cartello sul muro e la scritta: apertura e chiusura: orario continuato 24 ore.
Quindi? È sempre chiuso o sempre aperto?
Affaccio la testa. Ci sono persone che dormono sui letti, altre a terra, altre in piedi, altre ancora sedute. Ma ci sono anche persone sveglie sui letti, altre a terra, altre in piedi, altre ancora sedute.
Ritiro la testa. Mi gira, ma anche no.
Proseguo.
Ci sono alberi che fanno ombra. Li osservo. “Sì, le radici sono in terra e i rami al cielo”.
Su un muro vedo un orologio. È grande. Non ha le lancette. C’è una persona. Mi avvicino per chiedere: “Saprebbe dirmi l’ora?”, “A che le serve l’ora?” mi chiede a sua volta. Sto per replicare dicendo “Per regolarmi” e poi dico “Per abitudine”.
Sento il bisogno di fare la pipì.
Vicino al tronco? In fondo la strada dietro al muro? O davanti? In piedi? Seduto? Direttamente nei pantaloni? Camminando o da fermo? Davanti quel gruppo di persone?
La pressione aumenta.
Mi sveglio. Il mio bagno mi attende. Fra poco suonerà la sveglia.
© 2026 Giovanni Crastolla – Riproduzione riservata
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